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Unlikely to pay: un cambiamento epocale

A partire dal 30/06/2021 entreranno in vigore gli orientamenti EBA (Guide Lines di European Banking Authority – Basile IV probabilmente dal 2023). Recepire dette linee guida vuol dire che cambierà il rapporto banca-impresa ed imporrà alle banche di adottare nuovi comportamenti a prescindere dalle normative nazionali ed emergenziali. Le banche passeranno da un approccio re-attivo ad un approccio pro-attivo, vuol dire per la banca un cambiamento di grande portata a livello di processi quindi di cultura del credito. In particolare si passerà da una logica del deteriorato in essere (re-attivo) ad una logica di attenzione fin dalle primissime fasi di vita della concessione (pro-attivo).
Il regolatore europeo ha intensificato la pressione normativa ed ispettiva sul settore bancario. L’obiettivo di detta azione è quello di fronteggiare uno dei maggiori problemi che il sistema bancario si è trovato a fronteggiare: l’asset quality, da cui ne discende la grande attenzione mostrata verso la criticità rappresentata dagli elevati livelli di crediti deteriorati. Una fattispecie concreta di credito deteriorato, di cui con la presente nota si cercherà di fornire qualche spunto propositivo, è rappresentata dalle Unlikely top pay.

Che cosa sono gli UTP

“Improbabile che paghi” è la traduzione letterale dell’acronimo bancario UTP. In concreto, si tratta di una situazione economica difficile del debitore che non è in grado di adempiere in tutto od in parte alle obbligazioni contrattuali assunte con la banca. Come in ogni fase di crescita si generano contesti trascinanti mentre nella fase di crisi, come quella attuale, emergeranno i più abili interpreti del cambiamento.
Per meglio spiegare la probabile sofferenza del debitore è necessario focalizzare l’attenzione su un
concetto attualmente in voga tra gli addetti ai lavori. Si parla spesso di NPL (No Performing Loans) o crediti deteriorati, secondo la nuova classificazione che la Banca d’Italia ha fornito, in ossequio al Reg. UE 227/2015, comprende le seguenti nozioni di crediti incagliati:

  • esposizioni scadute
  • inadempienze probabili
  • sofferenze.

Dopo il superamento, almeno in parte, della fase delle sofferenze bancarie, da parte di molti soggetti
operatori del sistema bancario italiano, l’attenzione si è spostata verso le posizioni cosiddette
inadempienze probabili (UTP). Si tratta di crediti erogati le cui difficoltà di rimborso possono essere superate attraverso la ristrutturazione della posizione debitoria oppure concessione di nuova finanza. Di qui al sistema bancario sono state richieste capacità operative più avanzate rispetto a quelle necessarie per il mero recupero di sofferenze bancarie. (Nota illustrativa Banca D’Italia). Per il cliente, dal 2021, vuol dire essere collocato nelle nuove posizioni di default , che a prima vista vuol dire posizione non incagliata ma pericolosa se si guarda alle soglie: se non supera la soglia di € 100 per posizione al dettaglio e di € 500 per le altre posizioni, ovvero se oltrepassa la soglia relativa dell’1% dell’esposizione complessiva.
Il superamento di dette soglie produce una posizione di revoca (default) e determina una
posizione di default presso la singola banca; un cliente in default viene assegnato in default tutto il suo gruppo. Nel caso di default di SNC e di SAS, vengono dichiarati in default i soci illimitatamente responsabili. Viceversa il socio illimitatamente responsabile in default può determinare il default anche della società.
Per un’esposizione congiunta superiore al milione il default si estende a tutti i soggetti obbligati ( ad es. mutuo). La banca in base ad una valutazione assegna a Unlikely to pay la posizione
del cliente, quando risulta improbabile che adempia integralmente alle obbligazioni assunte senza il
ricorso ad azioni quali l’eventuale escussione di garanzie. Il cliente può comunque verificare lo status della sua qualità creditizia tramite:

  • centrale rischi
  • banche dati private come Eurisc
  • supporto di professionisti.

Dal lato delle banche saranno indispensabili cambiamenti che interesseranno sia la
componente organizzativa che la gestione delle risorse umane, in quanto questo approccio
proattivo al credito fortemente voluto dal Regolatore potrà davvero mettere le basi per un futuro
caratterizzato da ottimi livelli di qualità negli attivi delle banche, oltre che da P&L alleggeriti dalla
componente di rettifiche su crediti, se l’evoluzione auspicata, e quindi questa nuova cultura del
credito sarà accettata e condivisa a tutti i livelli delle istituzioni finanziarie.