Questo approfondimento, pubblicato anche sulle pagine de “Il Mattino”, ricostruisce gli sviluppi del processo sui presunti falsi Modigliani sequestrati durante la mostra di Genova.
Articolo originale:
https://www.ilmattino.it/cultura/arte/modigliani_la_querelle_giudiziaria_e_i_falsi_in_esposizione-9500832.html
Falsi Modigliani, messi in circolazione da persone senza scrupoli, girano per esposizioni e musei. A lanciare l’allarme è la Fondazione Amedeo Modigliani di Roma, guidata dall’esperto Fabrizio Checchi, tecnico del restauro e autore del catalogo ragionato dei falsi di Modigliani, esperto chiamato dal Nucleo Carabinieri Tutela dei Beni Culturali dello Stato per fornire pareri sulle attribuibilità e sulle necessità di ulteriori verifiche diagnostiche. E così i falsi Modigliani sono ora al centro di una querelle segnata da diffide e citazioni giudiziarie. Una battaglia legale che, da un lato, vede in campo la Fondazione, dall’altro i proprietari delle presunte opere false che vengono spacciate per autentiche per un elevato valore: dai venti milioni di euro a salire.
Così la Fondazione sta intervenendo per impedire la pubblicazione di studi critici sulle opere di Modigliani, soprattutto su quelle che si collocano nella cosiddetta “zona grigia”: opere la cui autenticità è incerta, le cui provenienze non sono completamente documentate o che richiedono ulteriori verifiche diagnostiche. «Nel pieno rispetto del diritto di critica e della tutela del mercato dell’arte», si legge in una nota della Fondazione. La replica dei proprietari avviene in sede giudiziaria. Numerose diffide e citazioni, sarebbero legittimate facendo riferimento a certificazioni riconducibili a Christian Parisot, «figura controversa nel mondo dell’arte – si legge in una nota della Fondazione – per i suoi trascorsi giudiziari per una condanna in Francia per autenticazioni false di opere d’arte; per il coinvolgimento in procedimenti in Italia legati a esposizioni controverse; per sequestri e indagini su opere e archivi a lui collegati, comprese documentazioni di attribuzione di Modigliani».
Le diffide
Tre le diffide giunte finora allaFondazionecon richieste risarcitorie che vanno dai 260mila ai 500m ila euro. Dura la posizione dell’avvocato Gianluca Iaione,cassazionista ed esperto in diritto dell’arte, legale della Fondazione Modigliani e responsabile delle due diligence sulle opere: «Il diritto di critica scientifica consente di esprimere valutazioni motivate anche se non definitive. Tuttavia, quando diffide e citazioni arrivano a vietare la pubblicazione di studi o a bloccare ricerche ancora in corso, si configura una compressione del dibattito scientifico, spostando il confronto dalle sedi accademiche a quelle giudiziarie».
La valutazione
«Le diffide ricevute non contestano solo singole attribuzioni, ma mirano a far tacere la Fondazione sulla complessità del giudizio critico – si legge ancora in una nota – trasformando la ricerca scientifica in terreno di intimidazione preventiva. Le opere in questa zona grigia sono spesso non completamente documentate nelle provenienze; sono stilisticamente ambigue, con qualità esecutive che non combaciano del tutto con i canoni autografi noti; sono soggette a necessità diagnostiche aggiuntive, fondamentali per stabilire autenticità o falsità. Il risultato è un paradosso: mentre la scienza dell’arte richiede cautela, trasparenza e verifica, le pressioni legali cercano di imporre certezze artificiali, bloccando il dibattito e condizionando il mercato». E ancora: «Le valutazioni espresse dalla Fondazione Amedeo Modigliani di Roma, non si configurano come affermazioni definitive, ma come giudizi tecnici improntati alla cautela – prosegue la nota – Il linguaggio adottato segue le consuete prassi della disciplina attributiva e riguarda opere “Non presentano i caratteri stilistici tipici dell’artista”; qualità esecutive che “non appaiono in linea con gli standard autografi noti”; provenienze “non sufficientemente documentate”; necessità di ulteriori indagini diagnostiche prima di qualsiasi conferma».

